Perché siamo contro la settimana corta
- Otto ore di lezione in un giorno? È quanto prevede una delle simulazioni per l'Ite Zappa. Considerando la natura degli adolescenti, 8 ore di lezione (ma anche sette) non vi sembrano troppo? Sì, si chiama “eccesso di didattica”.
- Potenziamento e “laboratori” volontari sono punti di eccellenza della nostra scuola. Difficile immaginarli dopo sette o otto ore di lezione. Di fatto diventa impossibile aggiungere ore di potenziamento e attività extra curriculari. E che dire dello studio a casa, delle attività extrascolastiche e della socializzazione?
- Una sana alimentazione diventa pura teoria con una pausa per mangiare di appena 30 minuti, nessun servizio mensa e niente spazi adeguati per consumare il pranzo. E il tutto per la gioia dei fornitori di “cibo spazzatura” che ovviamente saranno pagati dalle famiglie. Cinque pasti alla settimana fuori casa contro gli attuali uno o due!
- Organizzare il proprio studio non ha nulla che fare con il sabato libero. Al contrario è facile intuire che la verifica prevista per il giovedì o il venerdì non potrà essere preparata cinque giorni prima e nemmeno nei giorni precedenti, vista l’esiguità del tempo a disposizione dello studio.
- Concentrando le ore curriculari in cinque giorni a che ora si programmeranno gli sportelli di recupero o gli spazi educativi di studio fra pari.
- In modo artificioso si suggerisce che gli studenti pendolari potrebbero risparmiare sulle spese di trasporto ma si omette di calcolare a che ora arriveranno a casa una volta finite le lezioni.
- Immaginare dei tredicenni sconvolti dal passaggio dai 5 ai 6 giorni è pura fantasia. Non solo: si immagina per loro un mondo fatto a misura del lavoro dipendente, con cinque giorni di lavoro appunto, e il sabato e domenica a casa. Evidentemente leggiamo giornali diversi. Ci sembrava che le parole d'ordine di questi anni fossero (e questo non vuol dire che le condividiamo in toto) flessibilità, capacità di adattamento e persino... fantasia!
- Il sabato mattina in famiglia (probabilmente passato a dormire dopo essere usciti anche il venerdì sera) sarà certamente uno dei momenti più interessanti della “nuova” vita familiare che si immagina.
- Gli ottimi risultati del Cremona e dello Zappa nel ranking di Eduscopio sono stati realizzati, guarda caso, grazie alla settimana di sei giorni!
- Libri dei sogni a parte, non uno dei motivi portati a favore dei cinque giorni riguarda realisticamente la didattica, cioè il cuore di qualunque ragionamento sull’organizzazione della scuola. Bisognerebbe ragionare sul cosa e sul come insegnarlo e poi studiare l'organizzazione migliore per farlo.